di Gaetano Mastellone
Negli ultimi tre anni la vita quotidiana delle banche italiane è stata fortemente caratterizzata da due temi, le “regole” e “risultati”. Sul fronte delle regole, il varo di Basilea 3 ha definito una strada da seguire nel medio termine, una strada finalizzata alla crescita dei requisiti di patrimonializzazione. Banche più solide e forti. Mentre sul fronte dei risultati le banche hanno raggiunto, anche attraverso una gestione più selettiva del credito, una stabilità non eccezionale ma dignitosa, avendo come fonti di “ricavo & utili” un mix di guadagni provenienti dall’attività creditizia pura, dal sistema retail e della componente dell’asset management non più improntato “a spingere sui mercati” ma fondato piuttosto sulla difesa e sull’equilibrio anche perché lo scenario operativo era caratterizzato dalla presenza di tassi stabilmente allineati verso il basso. Tutto ciò accompagnato anche da una politica attenta sulla generazione dei costi e, come già anticipato, da un controllo attento del credito che ha permesso di contenere le potenziali perdite. Ora cosa accadrà? Come sarà la gestione futura? Quali le strade dettate anche dalla grave crisi? La mia opinione, peraltro già espressa in precedenti articoli, è che bisogna imboccare la strada di un nuovo modello d’offerta e di posizionamento strategico. Insomma si deve aprire un nuovo capitolo. La strada maestra è quella di seguire tre temi fondamentali: il territorio, le persone, il buon governo.














